A Testa Alta ha al centro del racconto la lenta e faticosa marcia del sindacalismo siciliano, in particolare di quello legato alle lotte contadine e all’occupazione delle terre in Sicilia negli anni ’40, nel primo dopoguerra.

In una terra di antichissimi privilegi feudatari, quella del movimento contadino siciliano è stata una delle pagine più dure ma importanti della storia democratica italiana: il sacrificio pagato è stato altissimo in termini di vite umane. I principali fatti su cui si snoderà il racconto, ambientato negli anni che vanno dal ‘46 al ’49, sono l’impegno, le lotte e le delittuose scomparse dei sindacalisti Placido Rizzotto ed Epifanio I Puma passando dai tragici fatti di Portella delle Ginestre. Il riformismo agrario sembra urga qui più che altrove e il sindacalismo agrario costituisce la prima espressione meridionale, e, dunque, la prima ad essere pesantemente perseguitata e repressa. Ma, malgrado ciò, rimasero il ricordo e l’esempio di quegli uomini, di quegli esponenti del primo sindacalismo agrario siciliano, che furono capaci di anticipare nell’intera Italia le rivendicazioni per un lavoro più dignitoso, per una società più giusta, per una vita più libera. Capaci, cioè, dopo secoli di sudditanza, di guardare il padrone a “testa alta”.

Alcuni anni dopo, a quelle esperienze si richiamano, almeno moralmente, quei contadini che, vicini alle istanze socialiste, si impegnano per le cosiddette “affittanze collettive”, cioè per ottenere, a nome di cooperative, la gestione delle terre da parte della nobiltà terriera. Molte Nel tentativo di ricostruire il “colore” della lingua siciliana del tempo sono state tratte intere parti di sceneggiatura da alcuni libri del sociologo Danilo Dolci, “Racconti siciliani”, “Inchiesta a Palermo” e “Spreco”.

Ancora oggi, l’unico futuro possibile di questa terra è quello di guardare il presente a “testa alta”.

Anno: 2014

Durata:80’

Paese: Italia

Genere: Documentario

Produzione: Koiné Film